
Padova 28/01/2026
Il nostro volontario, Isaia TOMMASI, classe 1939, decano, nonché socio fondatore dell’associazione stessa nei giorni scorsi, a causa di seri problemi fisici è stato costretto dopo ben 45 anni di ininterrotta attività, a dovere rinunciare al suo ruolo operativo per assumere quello di mero socio sostenitore.
Isaia,“non il profeta”come lui si è sempre scherzosamente presentato alla gente, ha lavorato per le Ferrovie dello Stato sino a ricoprire negli anni Sessanta il ruolo di Capo stazione della città di Bologna e da quando è andato in pensione, ha dedicato la sua vita ad assistere il prossimo bisognoso, sempre in silenzio, con grandissima umiltà e francescano spirito di servizio.
Per tutti noi che nel tempo lo abbiamo seguito nell’esperienza del volontariato, è stato colui che con il suo esempio straordinario è riuscito a guidarci trascinandoci nelle situazioni più difficili e soprattutto insegnandoci come sia bello e gratificante sacrificarsi per compiere un atto d’amore verso chi è più sfortunato di noi.
Durante la sua lunghissima carriera, trascorsa sempre a bordo dei furgoni associativi, ne ha “consumati” ben 5! , ha percorso centinaia di migliaia di Km tra Rosolina e Padova per riuscire a raccogliere i 15 quintali di generi vari che mensilmente sono necessari per le esigenze di un numero così cospicuo di persone.
Il suo motto, ora divenuto anche il nostro, è sempre stato:“I poveri hanno diritto di mangiare ogni giorno come noi” e per essere fedele a questo sacrosanto principio e diritto umano di ognuno, non si è mai risparmiato recapitando gli aiuti disponibili a tutte le famiglie che lo aspettavano con ansia per sfamarsi, senza mai curarsi se fosse caldo o facesse freddo, se fosse periodo di ferie o di feste comandate, se piovesse o nevicasse.
Ma Isaia è stato anche di più, perché subito dopo la creazione dell’associazione, in cui era pressoché da solo, era costretto a fare fronte alle spese di gestione pagando di tasca propria, per il gasolio, per il bollo e l’assicurazione del furgone, e, come se non bastasse, facendo soprattutto attenzione a tenere all’oscuro di quegli esborsi la moglie Giuseppina che, da brava e attenta massaia dedita all’economia domestica della famiglia, doveva far quadrare i conti con la modesta pensione da ferroviere del marito e, se solo avesse saputo di quelle spese “extra” lo avrebbe sicuramente redarguito.
Fortunatamente i tempi sono cambiati, ma anche se il volontariato svolge attualmente un ruolo assistenziale determinante e insostituibile per la società, per contro ancora non si vedono concreti riconoscimenti o aiuti giungere dallo Stato a favore del Terzo Settore e con quasi 5 milioni di cittadini italiani scivolati sotto la soglia di povertà, oggi più che mai avremmo un grande bisogno di volontari come Isaia.
Nonostante tutto questo, nonostante gli 87 armi già compiuti, nonostante i problemi di salute, l’altro giorno abbiamo visto tutti scendere le lacrime sul volto del nostro grande Isaia assistendo al distacco dal suo ultimo furgone, perché in quell’esatto istante egli ha avuto la consapevolezza che il suo lavoro si stava concludendo e che non avrebbe più potuto dedicarsi fattivamente alla missione della sua vita di aiutare i poveri e i diseredati.
Riprendendo e condividendo appieno le parole del compianto Papa Francesco, vogliamo credere e sperare che il Bene con la “B” maiuscola faccia ancora notizia e per questo Vi affidiamo la storia e il vissuto del nostro grande collega ISAIA, fiduciosi che questo articolo, possa donare a lui il giusto riconoscimento e, ai tanti che lo leggeranno, toccare il cuore spingendoli ad impegnarsi concretamente a fare qualcosa contro la povertà nel nostro Paese.
L’associazione di volontariato “Volontari della speranza Odv” fondata negli anni 70 in quel di Rosolina (RO), opera senza soluzione di continuità nell’ambito del sociale e il suo fine istituzionale è finalizzato all’assistenza delle famiglie indigenti dei territori delle provincie di Padova e Rovigo mediante la raccolta di prodotti alimentari ed igienici di prima necessità che successivamente vengono distribuiti, a titolo assolutamente gratuito, a quelle persone che per i più disparati motivi si trovano a vivere il disagio della povertà. Grazie alla “partnership” creatasi con la comunità dei frati della basilica di S. Antonio, e alla fiducia di cui gli stessi ci onorano, la nostra realtà ha sede presso i locali della basilica dove, peraltro, con cadenza quindicinale, il sabato distribuiamo i pacchi spesa alle 250 persone iscritte al nostro programma di assistenza alimentare, inoltre disponiamo di un magazzino attrezzato per lo stoccaggio dei prodotti in Marsango di Campo San Martino (PD) e di due furgoni per il trasporto delle merci e per recapitare il pacco spesa a casa di anziani o ammalati che non possono deambulare.
Oltre all’ordinaria attività, siamo intervenuti anche in ambito nazionale in soccorso delle popolazioni terremotate dell’Emilia-Romagna prima e dell’Aquila dopo, a quelle colpite da alluvioni e da altre calamità naturali.
autore: Alessandro Tognon













